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I ruderi dell'abbazia dei Santi Lupolo e Zosimo detta dei Morticelli si trovano a Benevento, alle spalle del teatro romano, nell'antichissimo quartiere Triggio.

Essa era un influente monastero benedettino, fondato ai tempi in cui Benevento era capitale di un Ducato longobardo: forse nell'IX secolo, qualche decennio dopo la nascita del quartiere in cui era ubicato, il quale era sorto con l'allargmento della cinta muraria cittadina voluto dal duca Arechi II.

Anche se piccolo, il monastero godeva della massima autonomia possibile (era dipendenza diretta della Santa Sede) e godeva di notevoli possedimenti.

Nel 1450, però, fu soppresso a causa del suo spopolamento.

Dopo un rovinoso terremoto nel 1688 la chiesetta abbaziale, già precedentemente in rovina, fu ricostruita e davanti ad essa fu stabilito un cimitero dei bambini, da cui il nome popolare del luogo.

Il cimitero rimase utilizzato fino alla parziale distruzione delle strutture dell'abbazia, causata dai bombardamenti della seconda guerra mondiale.

La chiesa finì abbattuta del tutto; oggi rimangono i vani una volta utilizzati come ossari, e l'edificio frontale di ingresso all'ex cimitero.

Nonostante decenni di abbandono, ancora oggi i Morticelli sono un luogo vivo nella memoria della cittadinanza: infatti, anche se non vi sono più conservate spoglie mortali, nel periodo della commemorazione dei defunti vi si accendono lumi in memoria degli infanti.

L'area, di proprietà del Capitolo Metropolitano di Benevento, è stata affidata alla Delegazione FAI Benevento nel 2010.

Da allora i volontari della delegazione lavorano alla pulizia dell'area ed alla realizzazione di un "herbulario", ovvero un giardino alla maniera medievale, da restituire al quartiere Triggio.

I lavori sono ormai a buon punto, e in questi anni i Morticelli sono stati luogo per eventi culturali di vario genere. Sono diventati così un vero e proprio punto di riferimento per il quartiere, oltre che un esempio per il recupero volontario di altri beni storico-culturali cittadini.

Tuttavia le strutture hanno un forte bisogno di lavori di risistemazione. In particolare le piogge di ottobre 2015, che hanno provocato l'ultima alluvione di Benevento, hanno causato danni al tetto dell'atrio, con un conseguente rischio di infiltrazioni che non può essere più trascurato.

 

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